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Trento
25 maggio | 06:01

Violenze sugli operatori sanitari, dai vetri antisfondamento ai pulsanti antiaggressione negli ospedali periferici. Ferro: "Attenzione alta, addestramento ad hoc per il personale"

L'ultimo episodio è avvenuto a Borgo Valsugana a seguito del quale una operatrice, a causa dello spavento, è stata portata al pronto soccorso. Fra gli aspetti che verranno potenziati anche il sistema di videosorveglianza

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Pulsanti antipanico, vetri antisfondamento e corsi di 'addestramento' per sapere come comportarsi davanti alle aggressioni verbali. L'Azienda sanitaria è pronta a mettere in campo nuove misure di sicurezza anche negli ospedali periferici

Dopo l'esperienza, giudicata positiva, fatta a Trento e Rovereto, e sulla scorta delle segnalazioni nel periodo dopo il Covid, si è deciso di potenziare il sistema di protezione del personale sanitario. Interventi programmati fra quest'anno e il 2025 e molto attesi da chi lavora negli ospedali periferici. 

 

L'ultimo caso di aggressione segnalato è quello avvento al poliambulatorio di Borgo Valsugana lo scorso venerdì dove un uomo, dopo essere scappato dal pronto soccorso, è riuscito ad entrare negli ambulatori attraverso una porta di servizio.  A trovarselo davanti, con tanto di ombrello in mano e mentre inveiva parole in lingua straniera, sono state tre operatrici. Nessuna è rimasta ferita ma un'operatrice è finita al pronto soccorso fortemente spaventata

 

“Il numero di segnalazioni che abbiamo – ha chiarito il direttore generale dell'Apss, Antonio Ferro -  è minore rispetto al resto d'Italia. Sicuramente il sentiment della popolazione è molto più complesso rispetto al pre Covid. C'è  comunque una grande attenzione del sistema complessivo”. 

 

L'azienda sanitaria ha avviato un'analisi delle strutture per individuare i punti più critici e le zone territoriali da tenere maggiormente sott'occhio. “In un caso, quello di Pergine – spiega Ferro -  per la continuità assistenziale, siamo intervenuti mettendo le guardie mediche in strutture protette. Stiamo poi lavorando con l'assessorato anche per arrivare ad una riforma proprio della continuità assistenziale” . 

 

La zona più a rischio nelle strutture ospedaliere rimane ovviamente il Pronto soccorso (oltre alle criticità in psichiatria e salute mentale). Da qui, infatti, è partito l'intervento dell'Apss.  “In particolare – ha spiegato Ferro – c'è l'introduzione di quelli che vengono definiti dei pulsanti anti-aggressione. Sono stati installati a Trento e verranno ora installati anche negli altri ospedali. Lo stesso vale per i vetri antisfondamento. Oltre a questi aspetti, l'intenzione è quella di potenziare la videosorveglianza. In questo caso, l'iter burocratico è diverso e dobbiamo chiedere l'autorizzazione all'Ispettorato del lavoro”.

 

Non può mancare la formazione. “Abbiamo più di 8 mila dipendenti in Azienda – continua Antonio Ferro – e un ulteriore lavoro da fare è quello di 'addestrare' gli operatori nei confronti delle aggressioni verbali attraverso dei corsi ad hoc”. 

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